La maggior parte della storia e' nella terza persona, ma ogni capitolo dice "lei, che cono io," "lei, che ha amici," "lei, che comincia a viaggiare"etc. (10, 16, 26). Qualche volta lo dice anche nel testo. E' come se e' un ricordo per il pubblico che la storia e vera, e e' la sua storia invece di qualcun altro. Mi chiedo se scrive in questo modo perché ha due pubblici--come dice sul retro della copertina--i ragazzi italiani che hanno compagni di scuola stranieri e i ragazzi stranieri che hanno compagni di scuola italiani. Potrebbe usare la terza persona quando vuole raccontare agli italiani perché non capiscono che cosa dice su un livello personale, e Sandra si allontana dalla sua storia. Potrebbe usare la prima persona quando parla un momento ai stranieri perché loro capiscono la sua situazione meglio. Ad ogni modo, la frase e' forte per tutti e due perché enfatizza che e' sempre la sua storia.
Un altro motivo (che e' probabilmente più realistico), e che usa la terza persona perché può scrivere oggettivamente. Almeno può scrivere i dettagli della sua vita senza essere parziale. Molto di che dice e' fattuale invece di che cosa pensa lei. Rende la esperienza di leggerlo più realistico perché non abbiamo la sua opinione di come era vivere come un immigrante, solo abbiamo come era la vita e da li possiamo pensare e indovinare come era la su vita. Allo stesso tempo pero, Sandra impiega molto tempo descrivendo come erano le cose (come tutti i ragazzi, parti della cultura argentina etc.) che normalmente si descrivano con la terza persona.
Mi chiedo questo perché penso che sia strano che usa la terza persona per raccontare la sua storia. In tutti i altri testi che abbiamo letto, i autori scrivano di cose che hanno successo molti anni prima, e non erano presenti. In quello caso, capisco perché i autori parlavano nella terza persona. Spero che posso capire suoi motivi per usare questa frase (e la terza persona invece della prima) quando leggero' più della storia.
All'inizio, era un po' strano anche per me di leggere una storia in cui la narratore parla di lei stessa nella terza persona. Però, dopo aver letto qualche capitolo, sembra che questa funziona bene con una storia così. E' una storia della sua infanzia, e di più con la terza persona credo che le sue temi sono più universali. Lei non parla solo dalle sue esperienze, ma anche quelle delle altre ragazze che hanno mai vissuto fra due culture.
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