Wednesday, December 4, 2013

"Qui Permanente"

Monica Tecchio

Introduzione 


Cittadella
Monica Tecchio é una ricercatrice di fisica nucleare qui all'Università del Michigan. É sposata e ha una figlia. Conosco Monica da quando ero piccola perché é una amica di mia mamma, é Monica aveva un grande ruolo nel sviluppo di una classe di Italiano che frequentavo una volta a settimana per molti anni. Anche se la conosco da molto tempo, non sapevo molto del suo passato, allora era interessante sentire che diceva. Lei viene da una città al nord Italia che si chiama Cittadella. É una città di ventimila abitanti circondata da mure medievali nella provincia di Padova. Lei é cresciuta in Cittadella e viveva a casa con i suoi genitori fino che ha finito l’università (l'università di Padova) in Italia come fanno molti altri Italiani. Abbiamo parlato della sua esperienze e motivi del suo trasferimento, delle sue reazioni (e le reazioni della sua famiglia) al nuovo modo di vita, e delle differenze che lei vede tra la cultura italiana e la cultura americana.

Timeline di dove Monica ha vissuto: 

 

  • 1964-1989 in Cittadella 
  • 18 mesi tra 1989 e 1991 in Chicago
  • 1991-1996 in Ginevra, Svizzera (perché suo marito ha preso un posto di lavoro li)
  • 1996-Presente in Ann Arbor (perché suo marito ha preso una posizione a Wayne State e lei a U of M) 

L'intervista


Perché sei venuta negli Stati Uniti? Sei venuta da sola?

"Sono venuta negli Stati Uniti da sola per fare il PhD. In quelli anni li, il dottorato in Italia non era un corso ben fatto e nel mio campo le donne sono rare. Ho fatto domanda alle università Americane e poi ho scelto di andare all'università di Chicago nel 1989. Uno degli motivi che ho scelto li era perché ho conosciuto Giovanni--quello che diventerebbe mio marito-- l’estate prima e abbiamo cominciato di parlare."
Giovanni e Monica
  • Anche Giovanni é 100% italiano, e lui e Monica sono l’unici dalla loro famiglia che sono qui negli Stati Uniti. Gli altri sono tutti in Italia. Si sono sposati nel '92.
Qual é stata la tua prima impressione dell’America?

"Il mio primo ricordo degli Stati Uniti era la fermata a New York City. L'immagine di Times Square con tutti le luci mi rimanerà per sempre. In Chicago, era la prima volta che vivevo da sola. Per entrare all'appartamento dove aprire la porta con tre chiavi. Non mi sono resa conto che tutto poteva essere pericoloso in una città grande Americana."

Eri eccitata o triste di partire?

"Io ero molto eccitata di partire. L'idea di fare il PhD fuori mi interessava. Non ho deciso la fisica per andarmene, semplicemente il mio tipo di fisica dovevo viaggiare molto. Al quel punto li l'ho visto più come un viaggio lungo--sicuramente non pensava che rimanevo fuori l'Italia per il resto della mia vita. Fare tutto questo da sola mi ha anche dato fiducia nella mia capacità."

Quale era la reazione della tua famiglia? Ti mancano?

"La reazione della mia famiglia non era molto positiva e hanno visto il mio trasferimento come un modo di fuggire. Ora le nostre famiglie (quelle di Monica e Giovanni) si sono abituate. Ci sentiamo spesso-almeno una volta ogni settimana, e ritorno una volta al anno a Natale con tutta la famiglia. Quando ritorni e bello quando tutti sono contenti di vederti ma l'altro lato mi rendo conto che le nostre famiglie fanno decisioni senza che noi sappiamo perché non siamo la."
Parenti di Monica

Era difficile imparare la lingua?

"Sapevo l'Inglese scolastico che ho studiato a scuola. Ma in Chicago ero in "full emersion." Ero l'unica studentessa italiana in Chicago, tutti i miei amici erano Americani, e tutte le classe erano in Inglese. Avevo già studiato la fisica in Inglese in Italia; i termini tecnici li sapevo. Era la parte colloquiale che non mi ho sentito al mio agio."

Quando hai preso la cittadinanza?

"Ho preso la cittadinanza Americana nel 2002. Quando abbiamo deciso di trovare lavoro fisso negli Stati Unito e chiedere per la cittadinanza, ci siamo reso conto che era la nostra decisione finale e non ritorneremo in Italia. Poi il momento in qui ho avuto Maria nel '97 ci aiuto decidere, perché era chiaro che rimaneremo."

Preferisci l’Italia or l’America? Quali sono esempi di aspetti positive o negative?

"Italia, io dico, e il paese migliore di fare una vacanza. Vivere li, ora non lo so se lo potrei fare. Tutto e molto più pratico qui: tutto e' aperto, le cose funzionano, la burocrazia funziona (ogni volta che vado in Italia sento dei problemi). Apprezzo il fatto che posso lasciare il portafoglio nel mezzo della strada nei Stati Uniti e nessuno lo prende perché qualcuno prova a restituirlo. C'è questo senso di sicurezza che non devi pensare che qualcuno sta li per fregarti. Sono più fiduciosi qui. Fidi altre persone mentre in Italia escludendo i amici e famigliari non ti fidi di nessuno.
Anche le relazioni con altre persone sono differenti: sono molti informali e amichevoli qui negli Stati Uniti ma non puoi andare a loro casa senza stare invitato prima, mentre in Italia sono più accoglienti. E vedo una differenza in come persone vedono la vita. Qui è normale per ragazzi di uscire casa a 18 anni, ma in Italia è un concetto ancora strano."

Allora pensi di rimanere negli Stati Uniti per il resto della tua vita?

"Si, a questo punto rimaniamo qui permanente. Maria ancora deve andare all'università ma proprio non credo che ci muoviamo. Qualche volta Giovanni mi dice della sua fantasia di trovare un piccola casa nella campagna in Italia quando andiamo in pensione, ma non abbiamo parlato seriamente. Vediamo un po...mi piace la vita qui."

Conclusione


Come Rubben, Monica è venuta negli Stati Uniti per motivi di studi avanzati. Tutte due hanno pensato che solo rimanevano per un periodo temporaneo. Mentre Rubben ha la sua moglie e figlia in un altro paese allora vuole ritornare da loro presto, Monica ha seguito Giovanni. Anche se lei non lo aspettava di rimanere negli Stati Uniti, la nascita di sua figlia Maria ha incoraggiato la loro permanenza. Ribka ha sentito qualche cosa simile quando è nata sua figlia in Italia. Ribka si sentiva più Italiana perché adesso aveva una connessione molto forte con il paese. Le donne sapevano che volevano rimanere nei paesi nuovi dopo la nascita delle loro figlie per cominciare una nuova vita.

Anche se Monica non è nata negli Stati Uniti o ha parenti Americani, ancora sente che questo paese è sua casa. Dopo molti anni in qui, dove ha trovato lavoro e ha cominciato una famiglia, credo che Monica possa  dire che è Americana se vuole.



*la foto di Cittadella viene da http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cittadella_aerea.jpg e le foto di Monica e i suoi familiari sono state fatte da Monica
 


Tuesday, November 5, 2013

Serietà

Sono confusa. La storia di Sibhatu e' più complicata in paragone con i altri libri che abbiamo letto, e usa le parole più sofisticate. Come Sulce, Sibhatu sembra di saltare a memorie e esempi differenti ma mantengono un senso di importanza. La mancanza di una storia strettamente cronologica mi confonde pero apprezzo le informazioni di base. Ma sono temi cosi seri che voglio più dategli. Non puoi dire che un giorno un ragazzo ti chiede do sposarlo, la mamma ti da un anellino, e poi sei una prigioniera tutto in pochi paragrafi. Forze e' solo io che non ho letto con attenzione, ma vorrei più spiegazione.

In paragone con gli altri racconti che abbiamo letto, la storia di Sibhatu e' anche molto seria, e mi chiedo se e' troppo seria per gli bambini. Francesca ha detto che questo era il primo libro in questa serie di libri bilingui e forze la reazione era la stessa--che forze i temi non sono adatti ai bambini piccoli. Le storia di Ammendola e Sulce sono concentrati sulla loro gioventù invece delle problemi politici. Sono curiosa da vedere se la storia diventa più spensierato o se rimane cosi seria. Ad ogni modo, e se per bambini o no, i temi sono molto interessanti e credo che sia importante che qualcuno spiega in dettaglio che cosa ha successo in un paese (anche se era brutto) per aumentare la consapevolezza sulla storia.

Tuesday, October 29, 2013

Il Personaggio di Gino

Nel film Lamerica, il personaggio di Gino era noioso perché non sembrava una brava persona. Ha una fabbrica di scarpe falso per poter avere i soldi che il governo li dava. Lui e il ministro corrotto approfittano sulla situazione e la loro avidità e' prevalente. Durante il film, si vede che Gino non tratta le persone bene. Si arrabbia facilmente e strilla e da le spente spesso. Ha questo atteggiamento molto spesso con Michele perché Gino e' sempre frustrato con lui. Gino veramente sembra arrabbiato al mondo perché per ogni cosa che non va bene, lui alza la voce e da la colpa a quelli che sono in torno. Vediamo che raramente risolve i suoi problemi perché usa i soldi per pagare gli altri per risolverli. Non accetta le regole, e invece corrompe le persone per fare quello che vuole.

Al inizio del film Gino e' un uomo ricco e sofisticato ma quando ha dovuto viaggiare nell'Albania, la sua identità comincia a cambiare perché le cose non funzionino come era abituato a casa in Italia. Il stile di vita cambia e Gino non sa come reagire la nuova situazione. Prova di far vedere a tutti gli albanesi che e' italiano e per questo lui e' "migliore." Usa questa frase nelle situazioni dove era importante per distinguere la nazionalità per ricevere trattamento speciale e per evitare i problemi. Uno delle ultime scene nel film era quando il officiale nello prigione ha mantenuto il passaporto di Gino. La frase "io sono italiano" significa che ha la cittadinanza italiana, e il passaporto e' evidenza che e veramente un cittadino. Quando togliono il suo passaporto, levano anche parte della sua identità.

Questa cambiamento (o perdita) di identità si vede nel suo atteggiamento alle fine del film quando sembra molto calmo e non usa la sua voce o soldi per fare cose andare come vuole--in fatti non dice niente.

Tuesday, October 22, 2013

L'importanza Degli Amici

Una frase mi ha colpito quando stavo leggendo Orme sul Mare di Sulce: "La nostra vita e' cosi legata agli amici che c'e' un proverbio che dice: 'Dimmi chi hai per amico e ti dico chi sei.'"

E' chiaro che per un immigrante e' difficile lasciare casa. Pero io credo che questo senso di casa si sviluppa perché ci sono le persone che uno mantenga vicino al cuore. Allora la difficoltà  di partire non e' necessariamente il luogo, ma l'idea di lasciare tutte le memorie e persone che hai conosciuto la. Spesso prendiamo quello che abbiamo per scontato perché non vediamo quanto importate sono fino che non li abbiamo. Sandra, Sulce e molte altri immigranti hanno fatto questo cambio enorme, e forze loro, più degli altri, capiscono la importanza degli amici.

Quando vivi in una città nuova dove non hai famiglia, vuoi avere qualche connessione con qualcuno--se non hai una connessione e' probabile che ti senti troppo sola. Li amici, come ha detto Sulce, diventano la nuova famiglia. Un altro proverbio che persone dicono adesso e' che "Gli amici sono la famiglia che puoi scegliere." Ti danno consulti, supporto, e puoi fare di tutto insieme. I amici di Sandra li hanno aiutata molto: trovare un nuovo lavoro, ritornare a scuola per avere più successo, comprare una macchina quando li serviva etc. Hanno anche dato molte opportunità di scoprire nuovi gruppi di discussione su una varietà di temi o lavorare con in bambini. Adesso vediamo l'importanza della amicizia per Sulce perché e' giovane e lontana di cassa, ma ha queste ragazze in torno di lei ogni giorno.

Si può capire il proverbio originale quando capisci il ruolo grosso della amicizia nella vita. Qualche volta trovi gli amici che sono simili a te stesso o trovi amici che sono quasi l'opposto. Perché gli amici hanno una grossa influenza sulla vita, e facile di "trasformassi" o copiare le cose che fanno loro, e allora e' per questo che qualcuno può indovinare la persona che sei basata sui suoi amici e non necessariamente basata sulla osservazione.

Wednesday, October 16, 2013

La Cittadinanza è Complicata

C'è un motivo perché non vorrei mai lavorare per il governo o con la politica; e' un situazione molto complicato in molti soggetti. Ma ci sono questi problemi nel tutto il mondo! Per esempio, il dibattito della cittadinanza di un paese e' un soggetto molto importante di oggi. In vece di arrivare a una conclusione di quale legge e il migliore (so che non ci arrivo anche se volessi perché tutte le situazione sono relative e complicate), voglio esplorare il soggetto.

In America abbiamo ius soli, cittadinanza basata sul luogo di nascita, e ius sanguinis, cittadinanza basata su genealogia.  Per la maggior parte non credo che questo modo e' una problema perché se sei nato in America, o se sei nato in un altro paese ma hai i genitori Americani, o se fai l'applicazione, puoi essere un cittadino Americano. E più almeno facile diventare cittadino se vorresti. Queste legge diventano complicate pero quando i figli di immigranti illegali (specialmente dal Mexico) sono nati in America. Questi figli hanno la cittadinanza ma i suoi genitori rimangono illegali e rischiano di essere deportati.   

In Italia hanno solo ius sanguinis che sembra che sia causando più problemi perché persone che vivono in Italia per molti anni, or si sentono italiani non possono fare la richiesta per la cittadinanza italiana fino ai 18 anni. Mentre questo e' un opzione, il processo e' lungo e complicato (credo che Sandra ha detto che ci impiegasse otto mesi e c'ero molte carte da fare), e non funziona sempre. Al altro lato, ci sono figli degli italiani che vivono al estero, non si sentono molto italiani, ma hanno la cittadinanza.  Non sembra giusto che qualcuno che lo merita non può ottenerlo.  Sfortunatamente c'è' questo ciclo tra i italiani "veri" e i immigranti; molti italiani non voglio che i stranieri diventano cittadini perché non capiscono la cultura italiana e hanno pregiudizi. Non tutti i immigranti meritano questi pregiudizi pero non possono scappare la xenofobia degli italiani e allora rimangono con la loro cultura che gli italiani non accettano.

Queste legge in America sembrano che incoraggiano tutti (legali) da qualunque posto di rimanere, mentre in Italia solo vogliono persone che hanno con una connessione italiano.

Che cosa deve succedere per tutti di essere contenti? Non so quale regola sarebbe il migliore, ma so che sono contenta che non sono io che deve fare queste decisioni!

Tuesday, October 8, 2013

Un Aspetto di Cultura Americana e Italiana

Voglio discutere le differenze nelle culture Americane e Italiane con la seguente passaggio: 

"Ann Arbor e anche una città di passaggio la gente arriva, lavora, fa carierà e poi se ne va dopo qualche anno. Si sa anche che gli Americani cambiano città e lavoro, si spostano per migliaia di chilometri, ci sono molte opportunità, se rimettono sempre in gioco qualsiasi eta...[Gli Americani anche progettano] al futuro tanto in anticipo, quasi che non si vivesse il presente."

Anche se come studentessa non vedo come Ann Arbor e una città di passaggio in un senso di lavoro (e perché ho visto che per tutta la mia vita), capisco perché Guglielmo dice cosi. La città offre molte opportunità in genere per i studenti e adulti. L'Università impiega molte persone in Ann Arbor, ma non tutte le posizione sono fisse. Allo stesso tempo, vedo come Ann Arbor e una città di passaggio perché ci vengono studenti da per tutto, e poi quando si laureano, molti si trasferirono a un posto nuove. Da li cominciano una nuova vita. Questo concetto di lasciare casa a 18 anni e cominciare a vivere più indipendentemente e una parte grossa di la cultura America. Molti studenti decidono di studiare molto lontano da casa e questo e' normale. Al altro lato, e normale per i italiani rimanere a casa con i genitori per più tempo; continuano a vivere cono loro mentre studiano all'università (non hanno dormitori anche se volessero). I miei parenti in Italia sono curiosi e anche un po scioccati che non vivo a casa adesso perché non sono abituati con questa idea. A stesso modo come Guglielmo pensa di quelli che lavorano.

Sono d'accordo con il pensiero che  gli Americani penso tanto del futuro perché mi trovo in questi situazioni. Per esempio, durante il terzo liceo, i studenti gia devono cominciare l'applicazione per l'ammissione alle università. L'ultimo anno manco e' cominciato e devono pensare al tuo futuro dopo il liceo. Durante l'università, molti studenti già pensano a come riempire il resume per il lavoro o per la scuola di specializzazione. Un altro esempio e la mentalità che molte persone hanno prima di una vacanza: guardano solo alla data di partenza, e i giorni fino a quella data sono facilmente dimenticati...Siamo sempre pensando un passo avanti, e mentre a volte e' utile, altre volte questo mi stessa. Ecco perché provo di preoccuparmi di una cosa per volta, e godere il presente!

Tuesday, October 1, 2013

Cercando un Lavoro

Non posso immaginare come dovrebbe essere la vita di un immigrante che cerca lavoro in un paese nuovo. Gia' e' difficile di trovar un lavoro buono--non ci sono sempre e e' competitivo. Quando aggiungi il elemento di parlare un altra lingua, e avere una educazione differente, la cerca diventa anche più difficile. Per questo tanti immigranti hanno i lavori manuali e che non chiedono una educazione dello paese stesso. Essenzialmente, i immigranti hanno i lavori che nessuno vuole. Ma perché il resto della società disprezza i immigranti che hanno questi lavori quando ci servono e qualcuno lo devo fare?

Ci sono connotazione negative con lavori delle pulizie o quelle delle fabbriche, ma sono lavori importanti e sono le basi di cose più grandi; per esempio, la nettezza di una compagnia può aiutare l'immagine generale o le cose fatte in fabbriche aiutano costruire cose più grandi. Allo stesso tempo pero, la paga non e' molta buona e non e giusto che qualcuno con una educazione avanzata, come la laurea di sociologia di Sandra, lavora in un posto che non funziona con le loro potenziale e punti di forza.

Sembra uno spreco che persone intelligente non stanno usando le loro abilita per aiutare la società. E' per questo che capisco che Sandra vuole cercare nuovo lavoro. Une delle ragioni prevalenti nella sua decisione di andare in Italia era per cercare un lavoro buono, ma perché la sua laurea non era riconosciuta,  non poteva raggiungere la sua obiettivo. Mentre ha già messo molto tempo nella scuola in Argentina, adesso deve mettere anche di più per andare a scuola in Italia per avere un meglio lavoro. Credo che quelli che devono andare a scuola multiple volte, e esperienza la vita di un immigrante diventano molto qualificati; sembra che devono mettere molto più sforzo per diventare competente con li studi e la vita rispetto a quelli che già vivono in quel paese.